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IVA sugli articoli venduti da Martin-design.it

L'acronimo IVA indica l'Imposta sul Valore Aggiunto addebitata sugli articoli venduti e spediti da Martin Design.

In genere, un privato non necessita della fattura. Per richiedere assistenza e garanzia puoi, infatti, conservare la ricevuta d'acquisto che trovi inclusa nel pacco del tuo ordine.

Se desideri comunque richiedere l'emissione della fattura, scrivi al nostro Servizio Clienti prima che l'ordine venga spedito comunicando il tuo codice fiscale o partita iva . La fattura verrà intestata all'indirizzo associato alla modalità di pagamento e non ci sarà possibile intestare la fattura a un nominativo o a un indirizzo diverso.

L'aliquota IVA applicata alle spese di spedizione riflette il tasso più alto applicato ai prodotti che hai ordinato. l'IVA applicata è pari al tasso standard attualmente in vigore.

Ti informiamo che, nonostante gli acquisti di Fioriere o altri prodotti non prevedano l'addebito di IVA, l'aliquota applicabile in relazione alle loro spese di spedizione è pari al 22% ,



Acquisti per i clienti possessori di una partita IVA emessa da uno Stato membro dell'Unione Europea

Se sei un intestatario di partita IVA registrato in uno Stato membro della Unione Europea, puoi registrare il tuo numero di Partita IVA, Scrivendo a Martin Design nel seguente sito www.Martin-design.it nella pagina contatti.

In Italia 

Il numero di partita IVA è rilasciato dall'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate a cui viene richiesto, indipendentemente dal domicilio fiscale, al momento della apertura della posizione IVA (DPR 404/01). Può essere aperta in modo telematico anche da un intermediario abilitato al servizio Entratel o dallaCamera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Esistono due modelli: il modello AA9/11 per le ditte individuali e il modello AA7/10 destinato invece alle società.

Il numero di partita IVA assegnato al contribuente, a partire dal 1º dicembre 2001, ha validità su tutto il territorio nazionale e rimane invariato per tutto il periodo in cui si svolge l'attività.

Tutti i soggetti che intraprendono un'attività che ha rilevanza ai fini IVA (impresa, arte, professione), compresi i soggetti non residenti che istituiscono una stabile organizzazione in Italia o che intendono identificarsi direttamente, devono presentare la dichiarazione di inizio attività (DIA) presentando un apposito modello, disponibile in formato elettronico e prelevabile gratuitamente dal sito Internet dell'Agenzia delle Entrate. Chi è iscritto ad un albo professionale, come i commercialisti o gli avvocati, ha l'obbligo di apertura della partita IVA.

Struttura della partita IVA [modifica]

L'identificativo di partita IVA, in Italia, si compone di 11 cifre, raggruppate secondo lo schema seguente:

  • le prime sette cifre rappresentano il numero di matricola del soggetto assegnato dal relativo ufficio provinciale, che si ottiene incrementando di una unità il numero assegnato al soggetto che lo precede;
  • le cifre dalla ottava alla decima indicano il codice dell'ufficio provinciale del fisco che ha rilasciato la matricola, generalmente corrispondente al codice ISTAT della provincia;
  • l'undicesima cifra, infine, rappresenta un codice di controllo, introdotto al fine di verificare la correttezza delle prime dieci cifre.

Si noti che il numero della matricola è univoco solo nell'ambito dell'ufficio provinciale che lo ha emesso: pertanto possono essere presenti due uguali numeri di matricola, ma afferenti ad uffici provinciali diversi (e quindi determinanti due diversi numeri di partita IVA).

Sfuggono a questa regola di attribuzione della matricola i soggetti afferenti direttamente alle istituzioni statali, militari, giudiziarie, le persone giuridiche, che hanno il numero di matricola iniziante per 8 o per 9.

L'algoritmo impiegato per calcolare la cifra di controllo è la Formula di Luhn:

  1. Sia X la somma delle prime cinque cifre in posizione dispari
  2. Sia Y il doppio della somma delle cinque cifre in posizione pari
  3. Sia Z il numero di cifre, in posizione pari, maggiori o uguali a 5
  4. Sia T=(X+Y+Z) mod 10 l'unità corrispondente alla somma dei numeri sopra calcolati
  5. Allora la cifra di controllo C = (10-T) mod 10

Esempio:

Si vuole calcolare il codice di controllo C della Partita IVA 0764352056C:

0 7 6 4 3 5 2 0 5 6 C (dove C è il codice di controllo da individuare)  
  1. X = 0+6+3+2+5 = 16 (somma delle cifre di posto dispari)
  2. Y = 2*(7+4+5+0+6) = 2*22 = 44 (doppio della somma delle cifre di posto pari)
  3. Z = 3 (numero di cifre in posizione pari superiori o uguali a 5 - nell'esempio, 7, 5 e 6)
  4. T = (16+44+3) mod 10 = 63 mod 10 = 3 (somma modulo 10)
  5. C = (10-T) mod 10 = 7 (unità mancanti alla prima decina successiva)

Pertanto il numero di partita IVA sarà 07643520567. Si noti che, qualora si desideri semplicemente verificare la correttezza di un numero di Partita IVA già esistente, è sufficiente calcolare la X includendo anche il codice di controllo: in tal caso l'algoritmo si fermerà al calcolo di T, il cui valore dovrà essere pari a 0 in caso di corretto numero di partita IVA.

Nel caso specifico, si avrà X=23 e quindi T=(23+44+3) mod 10 = 0 confermando la validità del codice.